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| Io e la mamma al matrimonio di sua cugina
Sono un quarant’enne tranquillo, con le mie voglie, i miei piaceri e le mie amicizie, questa storia è accaduta molti anni fa quando ne avevo 21. Era un buon periodo, avevo finito il militare e trovato un buon lavoro in un ufficio. Il 14 aprile si sposa una cugina di mia madre, Adele. Adele era figlia del fratello di mio nonno, ragazza con handicap, ma, fisicamente perfetta, a quarant’anni si sposa, circa un anno dopo la morte di sua mamma. Invitati al matrimonio, io e mia mamma.Noi due vivevamo insieme, mio padre era morto due anni prima. Quando arriva la notizia del matrimonio di Adele mia mamma è contenta, finalmente la cugina si mette a posto, ma, da quel momento è molto strana. Quel giorno indossa una gonna color mattone ed una camicetta che alla mia vista sembra esplodere. Dopo la funzione si arriva al ristorante e qui, mia mamma che non beve mai, si concede due bicchieri di vino. Nella pausa tra i primi ed i secondi sparisce in bagno con la cugina sposa. Passano i minuti e non ritorna, ad un certo punto Adele viene a chiamarmi e mi invita a seguirla in bagno dove c’è mia mamma. Al mio arrivo lei è seduta sul bidet, pensierosa, il suo enorme seno sembra scoppiare dentro un reggiseno nero e la camicetta subisce la spinta di quelle grosse e bianche mammelle. - Sai, Mauro, quanto ero legata alla zia Maria, la mamma di Adele. Lei in letto di morte mi ha fatto promettere una cosa. - Si, che cosa – risposi io -Che se sua figlia si fosse sposata mi sarei assicurata che prima di andare con suo marito imparasse a scopare con un uomo. -Si, ma io che c’entro – risposi – Tu devi scoparti Adele e devi farlo sotto i miei occhi. - No, non se ne parla, scusa ma l’hai vista non mi eccita neppure, ha dei problemi e sicuramente sarà vergine, ci vuole del tempo in questi casi. - Si, hai ragione, ti aiuterò io - In quel momento spalancò la camicia e mi apparvero quelle spettacolari tette costrette in un reggiseno al limite della sopportazione fisica, ebbi un sussulto a livello dell’inguine ma, per non perdere ogni momento restai impassibile - Ci vuole altro, non basta vedere due tette in un reggiseno – dissi mentre mi calavo i calzoni e le mutande mettendo in mostra il mio uccello molle. Fu lì che Piera prese coraggio e impugnò il cazzo che con due o tre colpi di mano iniziò a crescere. - Forse se lo baci ??? - mia mamma, in reggiseno nero prese in bocca il mio cazzo che in pochi colpi raggiunse la sua misura standard 30 cm per 8 di diametro, circonferenza 25 cm. - Bestia, Mauro ma quanto ce l’hai grosso ??? non riesco nemmeno a tenerlo in mano - Ma in bocca si, continua Troia!! – Non è me che ti devi scopare, Adele vieni è pronto – Adele me lo prese in bocca e continuò il pompino iniziato da mia madre, decisa, non era sicuramente vergine, solo un po’ troia e voleva andare fino in fondo. La scopai per bene con il mio uccellone che andava su è giù, prima in bocca, poi nella sua figa ed infine nel suo culo enorme, ma, non mi interessava molto, era mia mamma l’obbiettivo ormai. Lei, la porcona stava a guardare con una mano dentro le mutande senza perdere di vista i miei trenta centimetri un istante. Adele era venuta per la quarta volta con il mio uccello nel culo e, sfinita si era adagiata nella vasca da bagno del piccolo ristorante, io, con l’uccello in mano ancora duro mi giro verso la mamma, sempre seduta sul bidet, tette nel reggiseno, capezzoli duri che sembrano bucarlo e da sotto la gonna si vedono le mutandine bagnate fradice. – E adesso? – chiedo – non posso mica uscire così, il mio l’ho fatto - e mi massaggio l’uccello che mi fa un male da morire quanto è in tiro. – Giusto – risponde lei – che facciamo – arrossendo in volto – Non so – replico – l’idea è stata tua – e, mentre mi avvicino con il cazzo all’altezza della sua bocca il reggiseno cede facendo esplodere quelle due magnifiche mammelle enormi, bianche, con i capezzoli eretti e vogliosi di essere succhiati. E’ un attimo, il mio uccello finisce tra quelle due grazie lei lo stringe im mezzo e inizia a scoparmelo alla spagnola e che spagnola, la mia cappella è a pochissimi centimetri dalla sua bocca che, immediatamente, lingua fuori, comincia a leccarla io mi lascio andare salgo con le anche e le faccio aprire la bocca, entro e lei, lasciate le tette, con due magni impugna l’asta e si aiuta a sbattersela in gola tutta. Con i miei trenta centimetri in gola usa la lingua per sentire i miei coglioni, e inizia a sbocchinarmi sempre più velocemente, sempre più velocemente fino a farmi godere dentro di lei, in faccia e sulle sue tette. Mi pulisce l’uccello che nuovamente duro e pronto si agita nelle sue mani – Mauro, finalmente riprende a parlare dopo tutti i gemiti e le godurie reciproce – adesso devi finire il tuo lavoro mi devi scopare e fottermi il culo così ti chiedo e non te lo chiede la mamma ma la vacca al suo toro, la troia al suo porco, la giumenta al suo stallone, fai di me una puttana vera – con l’uccello che vibra di tensione, un calore enorme che sale dai piedi fino ai capelli tolgo il cazzo dalla bocca della mamma e la impalo in piedi contro il muro e spingo fino a farla gemere e godere una, due, tre volte e le vengo dentro, quando lo tolgo dalla sua passera fradicia la giro e, di fronte ad uno specchio la metto alla pecorina, glielo infico nella sorca putrida e bagnata all’inverosimile per lubrificare al meglio l’arnese, mi avvicino alla sua bocca che lo bacia e, con un colpo solo se lo infila in gola e poi - E’ pronto – mi dice – spaccami il culo, voglio godere ancora – con un colpo deciso glielo affondo e lei inizia a gridare di piacere, Adele che fino a quel momento è stata a guarda si avvicina a lei la bacia sulla bocca e le mette la figa sotto il naso. Sto inculando mia mamma che sta leccando la figa a sua cugina il giorno del suo matrimonio. Dopo dieci minuti di stantuffate nel culo di mia mamma e un suo enorme orgasmo decido che è ora, lo tolgo dal culo, le due donne si avvicinano e iniziano a farmi pompini e seghe fino a quando vengo in faccia a tutte due la sposa e la nave scuola. - Troie, puttane, non è finita qui. – mi puliscono per bene il cazzo e si puliscono a vicenda. Adele ringrazia per la scopata più bella della sua vita e mia mamma, la gran troiona, va alla cassa e si fa dare una camera perché non si sente bene, io la seguo in camer e, seguono ore ed ore di sesso ad altissimo livello. Per anni io e mia mamma abbiamo poi scopato ad altissimi livelli, l’ho pure portata in qualche privè dove si è divertita ed ha fatto divertire parecchia gente.
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