| mia sorella
Erano ormai le undici di sera e camminavo senza una meta per le vie deserte della mia citta'con la ferma volonta'di non ritornare piu'a casa dei miei,in quanto la litigata,l'ennesima,avuta con mio padre a cena che mi rimprovera sempre il fatto di non riuscire a trovare un lavoro,mi aveva portato alla disperazione.Cosi',senza finire di mangiare,gli urlai che me ne sarei andato di casa e per fargli un gran piacere non vi avrei piu'fatto ritorno lasciando mia madre e mia sorella di 19 anni sedute a tavola che non ebbero nemmeno il tempo di poter dire qualcosa
.Giravo vagando come un fantasma senza sapere dove andare e nel frattempo pensavo a quello stronzo di mio padre che rompeva i coglioni in continauzione con i suoi discorsi paranoici.Forse aveva anche ragione perche'dalla laurea a oggi,non e' che mi sia impegnato chissa'come nell'inviare domande a qualche azienda.In effetti me la stavo prendendo un pochino comoda.Pensando pensando,mi accorsi che erano ormai quasi le due di notte e,nemmeno a farlo apposta,mi trovavo quasi sotto casa.Feci una rapida elucubrazione mentale e alla fine mi trovai che avevo gia'messo le chiavi nella serratura del mio portone.Ma si'!Dovevo solo lasciarlo parlare e cercare di non risponderlo per non incattivirlo ancora di piu'.Da domani cambiavo decisamente tattita,per adesso volevo solo andare a dormire nel mio lettino,a fanculo i progetti di andare via.Cosi'pensando,apri'con la massima cautela il portoncino d'ingresso,e solo dopo avere sentito mio padre che ronfava come un orso,acquisi'piu'naturalezza ed entrai al buio, senza nemmeno accendere le luci, dirigendomi verso la mia stanzetta.Nel salire le scale,passai davanti la camera di mia sorella e decisi di entrare e delicatamente ,svegliarla per farmi raccontare gli sviluppi della cena.Quella decisione presa in punta di piedi,cambio'per il resto dei miei giorni,il modo di vedere,parlare e convivere con mia sorella piu'piccola di me di solo 4 anni.Come dicevo ,apri'la porta con molta delicatezza e nel buio,sapevo benissimo dove e come muovermi perche'quella stanza fino a poco tempo prima era la mia,accesi la piccola abat-jour sul suo comodino.L'immagine che venne apparve alla mia vista,illuminata dalla debole e fioca luce da 20 candele,mi lascio'completamente senza parole e totalmente pietrificato.Mia sorella dormiva supina a sonno pieno,la testa girata dall'altra parte della stanza,completamente scoperta(faceva molto caldo),una canottiera bianca senza reggiseno,una gamba distesa per lungo e l'altra piegata con la pianta del piede poggiata all'interno dell'altra gamba a formare una specie di triangolo.Addosso aveva uno slip molto sottile che a causa forse dei suoi movimenti,si era notevolmente abbassato.Non troppo,ma abbastanza da lasciare intravedere abbondantemente i peli della sua bellissim fica.Quale visione divina,quale paesaggio terreno avrebbe mai potuto dare quella senzazione cosi'emozionante,cosi'bella da farmi battere il cuore a 3000 battiti all'ora come mi stava succedendo in quel momento.L'emozione era talmente forte da farmi innanzitutto allontanare l'idea di andare via dalla stanza e nello stesso tempo,provocarmi un'erezione cosi'potente che mi ritrovai la testa del glande bagnata da qualche goccia di sperma.
Non resistetti e con tanta cautela,attento a non svegliarla,con la bocca asciutta perche'la saliva era completamente sparita,con la mano le spostai leggermente le mutandine affinche'potessi godermi a pieno lo spettacolo della sua natura.
Che meraviglia.Potevo respirarne perfino l'odore.L'accarezzai dolcissimamente,l'annusai,le allargai le grandi labbra e dopo un tempo per me interminabile spensi la luce e me ne andai nella mia stanza dove dopo una sega di quelle mai fatte in vita mia e dopo avere eiaculato due litri e mezzo di sperma,mi misi a dormire convinto che non sarebbe finita li'.E infatti.
Quel che successe poi,ve lo diro'la prossima volta.
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